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..........Nicola
Vernieri è nato ad Albanella il 20 Aprile 1893 da Ezechiele
Vernieri e Sofia Picilli; era il sesto di quattordici figli e fu
sempre particolarmente affezionato alla madre ed oltremodo
rispettoso del padre. Passò la sua infanzia, dai tre anni in poi
, presso un vecchio zio senza figli, ricco proprietario, che
voleva adottarlo e farne un sacerdote secondo la moda del tempo.
Citiamo alcune sue frasi, tratte dal romanzo biografico "io e il
gendarme" ".... ciò
fino ai tre anni. A questa età la nostra casa, ove frignavano
due nuovi, portati dalla solita prodigalissima cicogna (una
coppia di gemelli, maschio e femmina) fu allietata dalla visita
di due vecchi zii (marito e moglie, danarosi e senza prole)
venuti per qualche giorno da S. Cipriano, un paesino distante
una sessantina di chilometri dal mio. fui prestato a questi zii
come un miracolo di assennatezza e di intelligenza, ed anche il
mio fisico prometteva salute e robustezza (promessa non
mantenuta). Quando si trattò di entrare nel seminario di
Salerno, il fanciullo recalcitrò, intimorito dall'idea della
clausura e venne, per la sua caparbietà ed il suo spirito di
ribellione, rimandato in famiglia e diseredato.Il contrattempo
ebbe come conseguenza l'interruzione degli studi ginnasiali,
ripresi dopo qualche anno con l'indirizzo mutato. Per
assecondare il padre, che vedeva in lui un futuro ragioniere,
il ragazzo frequentò la scuola tecnica di Salerno e poi passò a
Napoli. Ma erano studi non confacenti alla sua indole pensosa e
sognante e li tralasciò a mezzo per ricominciare daccapo col
latino, coi classici e gli autori moderni, italiani e stranieri.
Il Vernieri esordi come
narratore e le sue prime novelle furono pubblicate da Edoardo
Scarfoglio nel "Corriere di Napoli" e finalmente sembro allo
scrittore di aver trovato la sua vera realizzazione. Così,
guidato da un istintivo gusto estetico più che discernimento
critico si formò una cultura da autodidatta faticosa e
particolare che, per non essere legata ad alcun metodo o scuola,
contribuì ad affinare e a ravvivare in lui la sensibilità
artistica. Sopraggiunta la 2° Guerra Mondiale, vi partecipò
prima come soldato, poi come ufficiale di fanteria. Congedatosi,
si stabilì a Roma, quale impiegato in seguito a concorso, nel
ministero delle Poste e Telegrafi, ove divenne Direttore della
Biblioteca dell'Istituto Superiore. Ma l'impiego, lungi dal
distoglierlo dalla sua attività letteraria, gli fornì i mezzi
per coltivarla disinteressatamente, senza assillo di impegni e
scadenze fisse. Collaborò con poesie alle migliori riviste del
tempo:- Nuova Antologia
- Rivista d'Italia
- Minerva - La Festa - Cronache d'Italia
e infine nel 1925 con la casa Capelli di Bologna la sua prima
opera "Bestie Eroiche", seguono a breve distanza, "La Rinunzia"
[per le altre opere vedi sezione OPERE]. Quasi
contemporaneamente all'uscita della sua opera nel 1939 "Le noci
di Fra Galdino", vista la rinomanza della sua poetica, gli venne
attribuito il primo premio di Poesia Fusinato della Società
Italiana Autori. Dopo queste affermazioni, il Vernieri venne
chiamato a ricoprire la cattedra di Letteratura Poetica e
Drammatica del Conservatorio Santa Cecilia di Roma, lasciata
vacante da Nicola Mascardelli, che a sua volta era successo a
Luigi Tonelli............. |