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La mia nascita, che risale all'altro secolo, non fu accompagnata
da nessun particolare vaticinio; né fu salutata in modo
particolare dai miei genitori: ero il sesto figlio; mia madre era
sfiduciata, forse anche spossata, mio padre preoccupato di questa
prolificità e degli affari che non prosperavano. La levatrice,
probabilmente si limitò a constatare il sesso e a soppesarmi con
mani esperte; avevo un peso rispettabile: ero stato nel grembo
materno un silenzioso divoratore...."
Tratto
da : "Io e il gendarme"
Edizioni
parallelo, Reggio Calabria 1981
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