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Febbraio
viene, e sparge a piene mani minuscole stelline multicolori in
alcuni segreti pratelli, lasciandone cadere persino in luoghi
disparati, sotto le siepi e gli alberi, dove le profumate Romùlee
attenderanno più impazienti e belle che un qualche bombo le
corteggi. Anche il piccolo Ornitògalo s'è fatto largo assieme
all'Aglietto nano nell'erbetta della macchia e fra gli arbusti,
invadendo in massa Santa Sofia, quasi come se le ultime
baluginanti brume prendessero la forma dei teneri fiori; o il
latte gocciolante da capre vaganti si tramutasse in candidi bocci.
Altri cristalli ancora, morbidi e profumati, adomano gentili e
innumeri i rami rudi dei Peri più precoci, dove il saltimpalo fa
udire la sua voce gareggiando con le cince. Negli incolti
Calendule, Acetoselle e Crisantemi mescolano festosi i loro gialli
splendidi, colle corolle bianche di Stellarla ed occhi di
Veroniche celesti.
Ma intanto i Biancospini esplodono sontuosi negli angoli più
freschi come nuvole leggere, e le più carnali Coronille sfoggiano
inesauste l'oro splendido dei fiori, rivestendo non contente anche
gli altri arbusti ancora sonnolenti e la Filira che s'affretta.
Fiore
di S. Chiara, Ornitògalo o Latte di gallina minore
Nessuno sa con certezza perche questa pianticella abbia il
curiosissimo nome di Ornithogalum, ovvero "latte di
uccello", italianizzato in Latte di gallina. Esso però fa
certo riferimento alle dimensioni ridotte e probabilmente al succo
biancastro che fuoriesce dai fusticini spezzati delle specie più
grandi del genere. La strategia di sopravvivenza alla stagione
estiva e a quella fredda consiste nel ciclo vegetativo molto
breve: al termine della fruttificazione le foglie sono già
disseccate o marcite e della pianta rimarrà solo il bulbo con le
sostanze di riserva. Grazie a questo accorgimento alcune specie
possono inoltrarsi nella boscaglia di latifoglie decidue, dove
fioriscono prima che le foglie degli alberi ombreggino troppo il
suolo. |