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Maggio
è una reggia splendente a Camerine. Nelle stanze della macchia si
stendono candide lenzuola di Cisti e drappi aerei della Rosa
sempreverde. Suppellettili preziose e tesori incalcolabili ornano
le sale e più piccoli cantucci: mille varietà di Trifogli
scarlatti, dorati e color rubino; Lupinelle, Gladioli vistosi, il
meraviglioso Boccione simile ad un enorme pompon; la Borragine, la
Mordi gallina, i Convolvoli che ricordano mille bicchierini; i
Cagli trinati, le Malve e i Malvoni delicatissimi, i Garofani e
tappeti biondi di frumenti ed orzo. Lini, lo Specchio di Venere e
cento altri ancora.
Presso le pozze e i rigagnoli allungano i loro tralci, tra i
Giunchi, le Veroniche d'acqua e la Salcerella minore. Le tortore
selvatiche passano ora per i nostri campi ancora incorporati dalle
Sulle, salutate dalle Prunelle e dal Cardo di latte. Esse faranno
dimora tra i rami delle Querce e dei Frassini ora in fiore insieme
a tante novelle coppie di Silvidi e Fringillidi. Accanto alle
sponde umide del Vallone si ostentano le cupe tinte della Orchidea
maggiore dalle bellissime foglie e quelle tenere dell'Aglietto
rosa e delle EUeborine.
Rosa
sempreverde (localmente detta di Santa Sofia)
Un posto d'onore spetta a questa specie, una delle più
belle delle siepi selvatiche. Essa non è solamente 1' unica rosa
indigena ad essere evidentemente rampicante (aiutata dai lunghi
fusti sottili e soprattutto dagli aculei ad uncino), ma, pure, la
sola ad essere schiettamente sempreverde. La fioritura avviene a
maggio, ma i petali sono estremamente delicati e presto caduchi.
Le bacche delle rose selvatiche sono ricercate dagli uccelli e
quelle di alcune specie (p.e. Rosa cariino) sono localmente usate
per confetture ricchissime di vitamina C. Tuttavia anche le
marmellate di petali sono comuni. Ciò però non è possibile per
i candidi fiori di R. sempervirens, essendo questa specie
praticamente inodora. |