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La Flora

 
Sotto il suggestivo nome di "Macchia Mediterranea" viene generalmente indicata una formazione vegetazionale caratteristica del bacino omonimo, da noi per lo più non distante dalle coste.
Essa consiste in un miscuglio spesso intricato di suffrutici, arbusti e alberelli in maggioranza sempreverdi, comprendenti specie come il Corbezzolo, la Fillirea, il Mirto, il Lentisco e diverse altre, anche a seconda della distanza del mare e dei vari fattori climatici e fitogeografici.
All'Oasi, dunque, sviluppata fino a 400 mt. d'altezza e a non pochi chilometri dal mare, abbondano soprattutto le specie appartenenti ad una fascia più favorita, sebbene non manchino, nei terreni maglio drenanti e aridissimi, essenze come l'olivastro.
La macchia mediterranea tra l'altro, quasi sempre, deriva dalla degradazione naturale (a causa di autocombustione per esempio) o più spesso antropica ( come nel nostro caso) dalla foresta primaria, che a Camerine doveva essere costituita soprattutto da lecci, in via di diffusione, frammisti a roverelle e cerri nella parte superiore e da rari pioppi.
Il leccio si presenta accompagnato immancabilmente dal ciclamino e da alcune veccie selvatiche, certe graminacee e poche altre specie del sottobosco (generalmente non rigoglioso a causa del fittissimo ombra), a cui si aggiungono specie rampicanti che riescono a raggiungere posizioni migliori, abbarbicandosi agli alberi. Tra queste troviamo la salsapariglia o stracciabrache, il timo, la Rosa di S. Giovanni, le Clematidi ed altre ancora.
All'estremo superiore dell'area, come già accennato, prende il sopravvento il vero protagonista del bosco mesofilo (basso - montanaro) della nostra regione, cioè il cerro. Sebbene esso può prestarsi in formazione praticamente pure, più spesso è associato ad altre specie parimenti decidue, come l'orniello, l'acero campestre, il corpino orientale, l'olmo ed altre, persino lo stesso leccio o addirittura rappresentanti della macchia vera e propria, come il fragrante ligusto.
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